Titolo Libro: POKER PSYCHOLOGY
Recensione: Recensione apparsa sul magazine Poker Sportivo
Imparare ad essere vincenti nel gioco del poker non significa esclusivamente far proprie regole, tecniche e strategie, ma avere un chiaro quadro e particolareggiato di cosa ci aspettiamo e quali sono i nostri obiettivi in questa disciplina, considerando anche numerosi fattori estranei al semplice calcolo matematico perchè i protagonisti in fondo sono i giocatori. Il libro Poker Psychology di Alan Schoonmaker, edito dalla Two Plus Two Publishing e tradotto in italiano dalla Boogaloo Publishing è un libro incentrato totalmente sugli stili, le motivazioni e la psicologia dei giocatori al tavolo, aspetti che influenzano marcatamente le scelte di gioco. Dividendo il libro in tre macro aree il lettore incontrerà innanzitutto la sezione dedicata alle qualità e alle attitudini necessarie per essere un giocatore vincente, evitando i più comuni errori, decriptando i classici tells, scegliendo le partite giuste e fissando in definitiva dei target. La seconda sezione è la vera innovazione del libro di Schoonmaker, nella quale viene proposta la “Griglia degli Stili”, ove ogni giocatore incontrato ai tavoli (nonché noi stessi!) va inserito per capirne lo stile ed effettuare le opportune contromosse: ogni tipologia verrà quindi valutata, attraverso vari metodi di giudizio semplici o più complessi. In questa analisi rientra anche il metodo per ottenere informazioni con le quattro azioni da compiere: Osservare, Ascoltare, Porre Domande, usare il “Terzo Orecchio”. La terza parte del libro, suddivisa in più capitoli specifici, traccia il profilo standard dei giocatori suddiviso in Loose Aggressive, Loose Passive, Tight Passive e Tight Aggressive; per ogni caratteristica spiega i segnali di riconoscimento, i punti di forza e le relative debolezze nonché il modo migliore per affrontarli adattando il proprio gioco e scegliendo la posizione giusta al tavolo. In conclusione del libro sono presenti infine numerose appendici, per fissare gli argomenti trattati (sintesi e questionario) e per approfondire le tematiche con letture consigliate. Per acquistare il libro
www.boogaloopublishing.com Recensione a cura di Carmine “Mamma51” Ferroper Poker Sportivo
http://www.pokersportivo.eu/
Recensione: Recensione apparsa su Assopoker.com
Scritto dallo psicologo e giocatore professionista
Alan N. Schoonmaker, “
The psychology of Poker” ci aiuta a scoprire cosa passa per la testa dei nostri avversari e a come sfruttare queste informazioni per batterli. Non si può certo definirlo un libro di strategia. Si concentra, infatti, sulle diverse motivazioni che spingono le persone a sedersi ad un tavolo da poker, le varie tipologie di giocatori che possiamo incontrare e come e perché agiscono e reagiscono in un certo modo. Un testo, quindi, per giocatori già con una certa esperienza. Consiglio, quindi,per i novizi di affiancarlo ad un libro di strategia di base.Dopo una breve introduzione, Schoonmaker porta il lettore ad analizzare il proprio gioco e a porsi una domanda alla quale bisogna rispondere in maniera più onesta possibile per ottenere il meglio dal resto del libro: cosa vi spinge a giocare a poker? Subito dopo l’autore introduce un metodo di classificazione dei giocatori. Spiega inizialmente la differenza tra giocatori tight e quelli loose e tra quelli passivi e aggressivi e poi ci indica come classificare noi e gli altri secondo uno schema preciso. Questo metodo permette di analizzare un giocatore in maniera molto accurata, considerando tutte le informazioni che ci trasferisce finanche al posto che sceglie dove sedersi. Dopo un po’ di pratica vi troverete a capire immediatamente chi avete di fronte. Nella parte finale del testo troverete con un ottima trattazione sul perché studiare e pianificare possano aiutarvi a migliorare il vostro gioco, su come continuare a giocare e divertirvi senza che il poker diventi noioso e stancante. In conclusione, se non avete già almeno 25 anni di esperienza, allora questo libro vi aiuterà molto. Se volete scoprire perché voi e gli altri giocate a poker e perché adottate uno stile piuttosto che un altro,e se, spesso, vi chiedete “Ma perché è venuto a vedere il mio raise pre-flop??” allora Schoonmaker vi aiuterà a trovare una risposta.Recensione a cura di Assopoker
http://www.assopoker.com
Recensione: Recensione apparsa sul magazine Jokonline
L’essenza stessa del libro è raccolta in questa frase di Alan N. Schoonmaker, psicologo e studioso americano: “La maggior parte degli autori che scrivono di poker si focalizza su come pensano e giocano i campioni, ma quasi niente è mai stato scritto sui giocatori ordinari. Io voglio aiutarli a capire se stessi e a capire le persone che si trovano di fronte nelle loro partite”. “Poker Psychology” è un testo indispensabile sia per chi gioca live sia per coloro che si appassionano al poker online. Scritto con la consulenza di David Sklansky, il testo permette di scoprire qual è il nostro stile di gioco e contemporaneamente consente di adottare le strategie migliori per affrontare i principali tipi di avversari. Fra le appendici, c’è anche un utile questionario che valuta il modo in cui il lettore pensa e agisce al tavolo. Se ancora credete che il poker sia solo un gioco d’azzardo con le carte, questo libro vi farà cambiare velocemente idea!Recensione a cura di Fabio Fracas per Jokonlinehttp://www.jokonline.it
Recensione: Recensione apparsa su Launchpoker.com
Se per avere successo nel gioco del poker bastasse semplicemente avere cognizione delle carte che si hanno in mano, delle carte che sono state distribuite agli altri, adeguare le proprie puntate di conseguenza o foldare in base a delle probabilità che si sono imparate a memoria, il gioco verrebbe spesso vinto da chi lo fa in modo corretto e costante. Fortunatamente, il gioco del poker è molto più dinamico di così e questo elemento di dinamismo equivale a esperienze emozionanti. I giocatori più qualificati tengono conto di variabili non calcolabili in base a delle probabilità. Per avere successo a poker occorre non soltanto una cognizione di ciò che può essere calcolato e messo nella categoria della probabilità, ma anche una cognizione di quelle variabili create dalla gente con cui abbiamo scelto di giocare. Riconoscere gli stili di gioco di coloro contro i quali competiamo presenta tutta una nuova serie di sfide e tendenze da memorizzare. Importante tanto quanto riconoscere le tendenze altrui è l’azione di guardare dentro di noi e capire chi siamo. È nell’ambito di queste due aree distinte che Poker Psychology si guadagna i suoi meriti. Scritto dal dott. Alan N. Schoonmaker, Poker Psychology esplora le diverse psiche dei giocatori di poker, dall’aggressivo al conservativo, dal concentrato al distratto, dal tight al loose. Poker Psychology vi aiuta a giudicare con sincerità il vostro stile di gioco, eliminando quei tratti che rischiano di intaccare la vostra condizione al tavolo da poker, e a utilizzare i vostri punti di forza per vincere più mani e più denaro! Una volta che avrete una cognizione migliore del vostro stile di gioco, sarà tempo di conoscere i vostri avversari. Il dott. Schoonmaker esplora gli aspetti psicologici dei vari tratti di personalità. Imparerete a identificare le tendenze e le abitudini e a riconoscere chi bluffa spesso e chi no. Leggere il modo in cui i vostri avversari tengono le carte, le scartano, perfino il modo in cui impilano le chips possono rappresentare segni eloquenti di ciò che hanno e di ciò che stanno nascondendo; e Poker Psychology vi aiuterà a comprendere tutto ciò. Sebbene a poker vinca chi ha la mano migliore, questa di solito non è altro che una coppia. Ma sono i giocatori bravi che esibiscono comportamenti e schemi di puntata coerenti a convincere gli altri sul fatto di avere una mano molto più forte, costringendoli spesso a foldare, e incrementando così le probabilità che la loro mano risulti la migliore.
Recensione a cura di
www.launchpoker.com
Recensione: Recensione apparsa su lvrevealed.com
"Ma che caspita avevano in testa?" Sono sicuro di non essere l'unico giocatore di poker a essersi posto questa domanda letteralmente centinaia di volte al tavolo da poker. Cosa spinge i giocatori ad agire nel modo in cui agiscono, soprattutto se giocano male? Cosa spinge tutti noi a fare delle cose al tavolo che sappiamo ci costeranno? In Poker Psychology, Alan N. Schoonmaker, specialista in psicologia, cerca di capire cosa motiva i giocatori di poker e come pensano e perché.
Dopo un’introduzione, Schoonmaker chiede al lettore di analizzare il proprio gioco, esaminando le proprie motivazioni e abilità con occhio critico e onestà. Sicuramente, se non si sarà davvero onesti, buona parte del libro non sarà di aiuto, ma l'autore svolge un buon compito nel guidare il lettore verso la comprensione delle sue vere motivazioni. Successivamente vengono trattate le abilità nel poker, comprese la lettura delle mani e la selezione del tavolo, con una discussione su come le proprie tendenze personali influiscano su queste abilità. Dopo, Schoonmaker presenta un sistema a griglia per la valutazione dei giocatori. Viene affrontata la contrapposizione fra tight e loose e passività e aggressività; e il lettore viene guidato nel processo di valutazione di se stesso e degli altri giocatori in base a questo sistema.
Il problema è che questo sistema non comprende tutta la casistica. Per fare un esempio, un giocatore può essere tight e aggressivo, giocando poche mani ma giocandole con decisione, ma se queste sue mani sono spazzatura, non farà molta strada. C'è quantomeno un terzo asse (e forse parecchi altri) che prende in esame una buona e una cattiva capacità decisionale. Tenere conto del numero di mani e del rapporto tra rilanci e call può essere utile, ma fornisce ancora una casistica incompleta; e questo rischia di portare a una strategia inadeguata. L'autore accenna la possibilità che un individuo possa rientrare in una tipologia mista di giocatore, ad esempio, tight e aggressive prima dal flop, ma calling station dopo. Ciò nonostante, non ci dice molto sul perché questi individui forse giocano nel modo in cui giocano.
Le quattro sezioni successive si occupano dei vari tipi di giocatori che si concentrano agli angoli della griglia. Ci viene spiegato quali sono le probabili caratteristiche dei giocatori rientranti in ciascuno di questi quadranti e vengono date delle indicazioni sulle loro motivazioni. Ciò nell'ottica di analizzare la strategia di quegli altri giocatori appartenenti a ciascuna di queste categorie, nonché di arrivare a un confronto col nostro personale gioco qualora rientrassimo in una data classificazione.
Dopodiché, il libro presenta delle analisi relative a dei modi in cui i giocatori si rovinano da soli ai tavoli e cosa si può fare per evitarlo. Quindi troviamo la conclusione e infine tre appendici: un quiz per capire se il lettore ha la “giusta stoffa” per giocare a poker bene, un articolo sul perché un aspirante giocatore di poker dovrebbe pensarci due volte prima di diventare professionista e dei brevi riepiloghi dei capitoli precedenti.
Schoonmaker dichiara di non essere assolutamente un giocatore di poker professionista, di vincere cifre modeste ai limiti bassi. Afferma che lo scopo del suo libro consiste nell'analizzare i giocatori, non nel dare consigli strategici, il che per me va bene. Ciò nonostante in questo libro trovo un bel po' di consigli strategici. Alcuni non sono male. Ad esempio, non ricordo di aver mai visto il concetto su come "comprare degli outs" spiegato meglio di così. Su altri mi trovo un po' in disaccordo. Il fatto che David Sklansky abbia rivisto il libro sotto l'aspetto strategico probabilmente spiega la qualità generalmente buona delle indicazioni date. Tuttavia, sebbene il suo contenuto sia piuttosto adeguato, nel libro non c'è neanche lontanamente la mole di informazioni sull'analisi delle motivazioni e dei metodi degli altri giocatori di poker che speravo di trovare (che è il campo dell'autore).
Un'altra carenza consiste nel fatto che quasi niente viene detto sui giocatori "medi", che hanno tendenze lontane dai margini della griglia dell'autore, che è dove probabilmente collocheremmo la maggior parte dei giocatori. Per quanto possa sembrare non interessante parlare del caso dei giocatori medi, io onestamente non so cosa un giocatore con punteggio "5,5" possa pensare a un tavolo 3-6 di hold'em, ma mi piacerebbe saperlo. Speravo che questo libro me lo dicesse, ma non lo fa.
Nel complesso, sulla psicologia delle persone che giocano a poker, sia dei nostri avversari sia nostra, ci possiamo fare delle basi più solide rispetto a quella che potremmo farci grazie a un qualsiasi altro libro. Tuttavia, il libro presenta più consigli su come giocare contro quegli avversari e su come modificare il nostro gioco che non informazioni sul perché le persone giocano nel modo in cui giocano. Speravo ci fosse una maggiore quantità di quest'ultime. Ad ogni modo, sebbene il vero capolavoro sulla psicologia nel poker debba ancora essere scritto, si tratta di un buon libro, un libro che ho trovato essere una buona lettura.
In sintesi:
Anche se Poker Psychology è forse il miglior libro sulla psicologia del giocatore di poker, presenta più consigli strategici e meno psicologia di quanto mi sarei immaginato o mi sarebbe piaciuto trovare. Il libro merita sicuramente di essere letto, non soltanto per capire i nostri avversari, ma anche per capire noi stessi. Benché il massimo libro sulla psicologia nel poker debba ancora essere scritto, raccomando sicuramente questo libro.
Recensione a cura di Nick Christenson
per www.lvrevealed.com