Titolo Libro: SMALL STAKES

Recensione: Recensione apparsa su Parttimepoker.com

Small Stakes riunisce tre dei più illustri teorici del gioco per insegnarvi a stravincere ai tavoli di hold’em con limiti bassi. Considerata la forza della reputazione di tutti e tre insieme, questo libro ha un potenziale degno di Voltron. Struttura del libro Small Stakes supera le 360 pagine e presenta il classico stile di impaginazione dei libri di Sklansky. È suddiviso in sette parti, ognuna delle quali presenta dei temi principali e dei sottotemi. Passa dalla teoria al gioco preflop e postflop e alle decisioni da prendere al river, con un’altra sezione dedicata a vari temi. Ovviamente, cosa sarebbe un libro di Sklansky se non ci fosse un quiz? Vantaggi distintivi Quando ci si trova davanti a tre personaggi del genere, è come avere un libro di Sklansky fatto di crack: più approfondito di quanto ci si possa mai immaginare. C’è molto sui giocatori deboli. Ovviamente è molto chiaro e non c’è spazio per l’ambiguità. Se lo leggete e siete in grado di seguirne la logica, capirete perfettamente le loro considerazioni. Il libro è anche incentrato in modo specifico su un gioco (l’hold’em) e su un livello (limiti bassi). Svantaggi Ecco il mio solito appunto su Sklansky: se odiate il calcolo o la logica simbolica, preparatevi a studi faticosi. Inoltre, questo libro dà ASSOLUTAMENTE per scontato che giochiate a un tavolo loose. E per loose intendo LOOSE. Nemmeno ai tavoli $2-$4 del mio casino locale vedo entrare in ogni piatto da sei a otto giocatori. Se giocaste secondo lo stile da loro indicato a un tavolo con limiti bassi un po’ più tight, sareste fregati. Questo libro vi si rivolgerà come farebbe una persona adulta, dando per scontato che capiate. Non c’è mai alcuna semplificazione. Conclusione Una lettura difficile ma che vale il suo prezzo se giocate regolarmente a tavoli del genere. Attenzione al tema: 10/10 Hold’em? Presente. Small stakes? Presente. Divagazioni? Nessuna. Qualità dei consigli: 8/10 Non sono convinto che tavoli del genere si formino molto spesso e vi occorrerebbe un notevole bankroll per giocare secondo questo stile. Esempi: 10/10 Mio Dio, c’è pure una sezione dedicata ai quiz che riprende un sacco di consigli! Leggibilità: 3/10 C’è il nome di Sklansky. Sapete già cosa significa. Adeguatezza: 7/10 Rimango dubbioso sul fatto che si possano trovare avversari tanto idioti nell’ambiente pokeristico di oggi. Voto complessivo (no media): 8/10 Spenderete decisamente bene il vostro denaro. VERDETTO: Indipendentemente da quanto possa risultare una lettura difficile, a leggere tutto ciò che Sklansky scrive, fosse anche un libro di cucina tahitiana, ci guadagnerete.

Recensione a cura di John Darr

per www.parttimepoker.com