È un fatto generalmente accettato che con la sua serie di tre volumi sull’hold’em l'ex campione del Main Event delle World Series of Poker Dan Harrington abbia elevato la qualità dei libri sul poker da torneo. Ora, lui e il suo co-autore Bill Robertie sono tornati per cercare di ripetersi nel campo dei tavoli cash di no-limit hold’em con la loro serie di due volumi, Cash Games. In questo articolo mi concentrerò sul primo volume, che si occupa del gioco prima e dopo il flop. Forse il concetto più importante nei libri di Harrington sul gioco da torneo è il fattore M, il rapporto tra il proprio stack e i blinds e gli ante necessario per giocare un giro completo di mani. In questo libro Harrington comincia riprendendo questo concetto, spiegando che la principale differenza tra il gioco da torneo e il gioco ai tavoli cash è che, con i blinds sempre uguali, coloro che sono seduti al tavolo praticheranno sempre un poker deep stack vero, a meno che non optino per uno stack più corto. Di conseguenza, l'obiettivo della strategia passa dall'accumulo di un numero sufficiente di chips in un torneo così da tenere testa alla struttura sempre crescente dei blinds allo sviluppo di un metodo di gioco completo che permetta di vincere tutto lo stack dell’avversario. Per chi conosce la reputazione di giocatore estremamente tight di Harrington che gli è valsa l’epiteto di “Action Dan” perché di azione ne dà molto raramente in un torneo, in questo libro i suoi consigli su come giocare la mano arriveranno come una sorpresa. Comincia dall'esaminare l'atteggiamento di un tipico giocatore “rock”, che entra nei piatti soltanto con carte premium. Questo giocatore diventa in brevissimo tempo facile da leggere per chiunque non sia un giocatore molto scarso; e finirà o per vincere piatti molto piccoli (quando centrerà il flop) o perdendo piatti molto grandi (quando giocherà in overplay la sua mano contro avversari che si sfrutteranno del suo stile prevedibile). Harrington mette in guardia contro questo tipo di gioco e suggerisce invece di giocare un range più ampio di carte, che comprenda suited e unsuited connectors, one-gappers e le coppie più basse. Questo range di mani di partenza più ampio aiuterà a tenere gli avversari nell'incertezza, cosicché non possano mai leggere tanto facilmente le vostre azioni. Harrington afferma che, a dispetto delle loro migliori intenzioni, quasi tutti i giocatori rientreranno pur tuttavia in uno schema prevedibile relativamente al modo e al momento in cui giocano le loro varie combinazioni di carte; e questo schema sarà lo stesso “leggibile” dai migliori giocatori. La sua soluzione? Randomizzare le proprie azioni utilizzando la lancetta dei secondi del proprio orologio. Ancora una volta, si tratta di un'idea che aveva presentato nei libri dedicati al gioco da torneo, ma qui questo concetto assume un ruolo molto più importante. Per ogni possibile giocata prima e dopo il flop, Harrington consiglia diverse percentuali di rilancio, call e fold. Ad esempio, in early position, rilancia i suited connectors il 15-25% delle volte e folda negli altri casi. Anziché prendere da solo la decisione, guarda la lancetta dei secondi del suo orologio e, in base a dove si trova nel quadrante, effettua la giocata appropriata. Questa casualità genera un giocatore molto più pericoloso, perché si diventa imprevedibili. Il libro presenta tutta quell'analisi approfondita delle mani che i lettori ormai si aspettano da Harrington, e tutta la sua competenza è messa in tavola per formare giocatori di ogni livello. Sono numerose le analisi che eleveranno il vostro gioco verso nuove altezze, tra le quali la prima e la seconda legge di Harrington e una discussione approfondita delle “Metagame”, ossia il gioco psicologico all'interno del gioco stesso. Se ho da muovere una critica nei confronti del libro, è che, viste le tante combinazioni di giocate descritte nelle sue pagine, sarebbe utile avere uno schema che consenta al lettore di vedere le sue opzioni in un formato più sintetico. Ancora una volta, Harrington e Robertie hanno rivoluzionato la letteratura dedicata al poker. Essendo io uno che lavora per risolvere le lacune nel proprio gioco, questo è un libro che leggerò migliaia di volte. Come giocatore di poker, vorrei invece bruciare tutte le copie rimanenti di questo libro cosicché i miei avversari non abbiano l'opportunità di imparare da uno dei veri maestri del gioco.
Recensione a cura di ClearSpine
per www.Pokerworks.com