No-Limit Hold’em - Teoria e Pratica è un testo di 323 pagine.
Vengono innanzitutto esposte i primi quattro concetti fondamentali del no-limit hold’em:
1) Manipolare la dimensione del piatto: i bravi giocatori vincono i grossi piatti e perdono quelli piccoli.
2) Variare in rapporto alle dimensioni dello stack - il vostro e quello degli avversari: stack di dimensioni diverse richiedono giocate diverse.
3) Vincere la battaglia degli errori: fare errori minori rispetto a quelli dell'avversario. Mi fa pensare a questo concetto il gioco di Gus Hansen. I suoi call fatti con mani spazzatura possono essere visti come degli errori, ma, grazie alle implied odds e del suo gioco dopo il flop, lui può far sì che le sue mani spazzatura vengano pagate abbastanza per risultare profittevoli. L’idea consiste nell'entrare nel piatto a poco prezzo e nell'evitare di fare errori marchiani in street più dispendiose.
4) Leggere le carte avversarie in base al modo in cui la mano si è sviluppata: entrare nella testa dell'avversario.
5) Manipolare gli avversari affinché giochino male.
Le implied odds nel no-limit sono molto più importanti rispetto alle pot odds. Il libro mette a confronto le differenze tra limit e no-limit hold’em. Ad esempio, laddove nel limit rubare i bui da late position è routine, nel NL è cosa di poco conto. Ovviamente si rilancia spesso nelle NL, ma si dovrebbe pensare a cosa si cerca di ottenere rilanciando. Nel NL si ricevono implied odds migliori facendo soltanto limp. Con uno stack corto la situazione cambia perché non sono più presenti delle alte implied odds.
Non è un libro di ricette facili. È un libro composto di concetti e numerosi esempi. Lo scopo è quello di far diventare pensatori e giocatori migliori. È uno di quei libri che bisogna leggere e rileggere più volte. Gli autori affermano che il no-limit hold’em è un gioco molto complesso e, dopo aver finito di leggere il libro, non posso non trovarmi d'accordo. Sembra che la maggior parte dei giocatori non riesca ad avere successo, ma forse voi sì se siete disposti a lavorare e pensare molto.
Il libro propone concetti ed esempi per tornei e tavoli cash. Senza dimenticare delle formule “alla Sklansky”. Non c’è bisogno di imparare queste formule alla perfezione e non occorrono al tavolo. Dovrebbe bastare conoscere bene i concetti.
Il libro illustra molte situazioni in cui le giocate deboli sono la scelta migliore: fold, limp, check, call e fare una puntata modesta. Rilanciare riapre il giro di puntate. Sicuri di volerlo? Perfino uno stack di piccole dimensioni può avere dei vantaggi rispetto agli stack profondi: spesso gli stack profondi hanno mani più deboli e fanno affidamento sulle implied odds. Ai tavoli cash di solito non fanno check fino al river quando lo stack corto è all-in. Quando alcuni stack profondi sono obbligati a foldare, quest’ultimo ci guadagna.
Oltre 20 pagine sono dedicate al bluff. Posizione assoluta e relativa: trovarsi sul bottone non garantisce che si parlerà per ultimi dopo che qualcuno avrà puntato.
Le tabelle di Sklansky-Chukubov: mai sentite? Alla fine del libro ci sono 169 diverse mani con il relativo valore dello stack (in termini di blinds) a partire dal quale diventa profittevole andare all-in heads-up da SB contro il BB, anziché foldare – e ciò anche se l’avversario conoscesse la nostra mano. Nella pratica spesso limitarsi a fare call o a rilanciare una somma minore potrebbe risultare una giocata migliore. Sklansky ha però dei motivi per elencare tutte le possibili mani e le diverse dimensioni di stack. L’idea è quella di mettere l'avversario nelle condizioni di commettere degli errori facendo call o rilanciando. Il concetto viene esteso anche al bottone. Le tabelle di SC mostrano la forza dell’all-in soprattutto nei tornei (spesso con uno stack relativamente corto).
Alla fine, il libro propone anche 60 concetti e armi per richiamare in modo più rapido i contenuti del libro. Tra questi concetti ce ne sono alcuni che non si trovano nelle pagine precedenti.
Ho soltanto sfiorato una piccola parte dei concetti che mi hanno colpito. 10/10.
Recensione a cura di BuyFerrari
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