Titolo Libro: CHECK RAISING THE DEVIL

Recensione: Recensione apparsa su lvrevealed.com

Devo essere onesto sin da subito. Quando si parla di comportamento nel poker, mettetemi nel gruppo di quelli che mantengono un contegno. Preferisco dei giocatori che vincono e perdono con dignità e decoro anziché quelli che si lanciano in quella sorta di buffonate che si possono benevolmente definire "buone per la televisione". Apprezzo il Barry Greensteins del mondo del poker sempre molto di più rispetto a Hevad Kahns. Pertanto, mi sono avvicinato al libro biografico di Mike Matusow, Check-Raising the Devil, con un po’ di ritrosia. Mi è palese che Matusow è un giocatore di poker con doti straordinarie. Per me, la domanda è se possa essere interessante come persona quanto lo è come personaggio del poker televisivo. La prima cosa cui ho fatto caso è che il libro è scritto benissimo. Molte volte, nel leggere un libro biografico, la narrazione denota dei vuoti o appare come una cronaca giornalistica. Ho l’impressione che sia per lo più Amy Calistri a cercare di mettere insieme la trama, ma chiunque sia il responsabile ha fatto un ottimo lavoro. È anche segno che Matusow deve avere preso questo progetto seriamente e dedicato molto tempo a riempire i vuoti. Comunque sia, ho trovato il prodotto molto piacevole da leggere. Penso che il libro deluderà chi sta cercando di capire il perché del successo di Matusow nel poker. Anche se è intesa come storia biografica, Matusow è un giocatore di poker molto più intuitivo che analitico. Temo che sarebbe ben poco capace di spiegare cosa lo renda così vincente. La sua abilità è innegabile, ma immagino che gli sarebbe difficile esprimere chiaramente e con precisione il suo approccio. Quale che sia la ragione, non è la strategia l'oggetto di questo libro e quindi non otteniamo molti ragguagli che i lettori potrebbero facilmente utilizzare per migliorare il loro proprio gioco. Matusow fornisce invece molti dettagli sugli eventi principali della sua vita; e questa è stata proprio una bella corsa sulle montagne russe, come sottolinea lui stesso. È piuttosto sincero riguardo alle ripercussioni di breve e lungo termine del suo uso occasionale di droghe, alla sua reclusione in prigione per spaccio di droghe illegali e alle conseguenze che il suo disturbo bipolare ha avuto sulla sua vita, nonché riguardo al modo in cui lo affronta. È piuttosto trasparente nel dire come ciascuno di questi eventi lo abbia segnato profondamente e ammette senza problemi le cose che faceva. Sono, tuttavia, rimasto piuttosto sorpreso dal fatto che la sua interpretazione di questi eventi sia totalmente priva di una qualche lezione morale. Ad esempio, dal suo punto di vista assumere droghe è stato un male perché ciò lo portava a prendere delle pessime decisioni e ad aggravare alcuni dei suoi problemi emotivi. Vendere dei narcotici a qualcuno che lui riteneva un amico fu un errore perché finì in prigione. In questo libro non ho trovato nessun segno del fatto che Matusow abbia anche solo considerato la possibilità che qualcuna delle scelte da lui fatte potesse essere giusta o sbagliata in astratto. Per lui, sembrano essere semplicemente delle mani giocate bene o un male al suo tavolo di poker cosmico della vita. Francamente, l’ho trovato piuttosto agghiacciante. Anche se Matusow appare un tipo più gradevole rispetto a quanto avessi pensato all'inizio, non noto un'anima etica e, se ne ha una, non vedo alcun segno di quale possa essere. Chiunque conosca la carriera di Matusow conosce bene alcune delle sue pagliacciate di maggiore risonanza apparse in televisione. In questo libro si sforza di spiegare il contesto di ciascuno di questi episodi e vuole che il lettore creda che i suoi motivi fossero molto più in buona fede di quanto siano stati strombazzati in pubblico. È soltanto la neurochimica a mettere Matusow in così tante situazioni dove serve una spiegazione del genere per dimostrare che lui non è un totale idiota? Questo cosa dice dello stesso Matusow? Il libro non dà risposta a queste domande, quantomeno non al punto da soddisfarmi. Il libro manca un po’ di quel completo mea culpa catartico che volevo. Nonostante le mie riserve sul suo personaggio, ho trovato Check-Raising the Devil piacevole. Nonostante alcuni dubbi che ho riguardo a qualche data nelle prime pagine, ho trovato il libro anche piuttosto informativo. A dirla tutta, sono rimasto sorpreso dalla quantità di cose che ho imparato dal libro, anche se spero di non dover mai avere bisogno della maggior parte di esse. Quindi penso che come libro sia riuscito piuttosto bene. Matusow ama gridare "Vindication Baby!" quando vince un torneo di poker. Avrei da obiettare che la giuria a tal riguardo non ha ancora deliberato. In sintesi: sheck-Raising the Devil è una biografia piacevole e informativa di una delle celebrità del poker più pittoresche. È un racconto della vita di Matusow molto ben scritto, che presenta il suo punto di vista riguardo alle tante storie con lui protagonista ormai divenute parte del folclore pokeristico. Anche se il libro fornisce molte spiegazioni relativamente al suo comportamento, mi aspetto che la gente continui a contestare il fatto che possa dire l’ultima parola su Mike Matusow come persona. Questo dibattito sull’uomo continuerà, ma il libro ha tenuto vivo il mio interesse e, come progetto, lo giudico un successo.

Recensione a cura di Nick Christenson per www.lvrevealed.com